Sostegno allo sviluppo economico e sociale delle associazioni di donne del distretto di Aley – Libano
Titolo del Programma: Sostegno allo sviluppo economico e sociale delle associazioni di donne del distretto di Aley – Libano
Settore di Intervento: sviluppo economico e sociale
Parner locale: Municipalità di Sofar;
Lebanese Women Forum (ex Comitato delle Madri); Women Progressive Union; Donne portatrici d’incenso di Suk Al garb; Plarform of women’s renaissance; Club Sociale Culturale Qamaittiyeli; Associazione libanese per il dare; Comitato dei diritti delle donne
Ente finanziatore: Tavola Valdese – Ufficio 8×1000
Durata: data di avvio 1/09/2010
Area di Intervento: Distretto di Aley – Municipalità di Sofar
Sintesi del Programma: Il programma intende promuovere la partecipazione attiva delle donne e dei giovani alla vita economica e sociale del distretto di Aley, sostenendo l’aggregazione culturale e sociale, l’occupazione e le politiche di empowerment in un’ottica di genere, attraverso le attività di confronto, dialogo e di interazione delle istituzioni, delle associazioni, delle cittadine e dei cittadini dell’intera comunità coinvolta.
Anche se il territorio di Aley presenta alcune caratteristiche favorevoli alla crescita economica e sociale rispetto ad altre aree regionali, fattori come la presenza di molte confessioni o la stessa vicinanza della capitale fanno sì che sebbene ci sia una graduale crescita dell’accesso all’istruzione femminile rispetto a quella maschile, tale miglioramento in termini di formazione/preparazione non si riscontra anche nel tasso di occupazione. Il mercato di lavoro presenta infatti esempi di discriminazione di genere e di ‘segregazione professionale’ nonostante sia sancito il principio di parità salariale nel lavoro, compresa l’applicabilità dello stipendio minimo. Vi si riscontrano due tipologie di ‘discriminazione/segregazione professionale’, quella orizzontale e quella verticale.
Rispetto alla prima, quella orizzontale, sia nel comparto dei servizi,sia in quello dell’agricoltura il lavoro femminile è molto presente, ma le statistiche ufficiali mostrano percentuali non molto attendibili a causa della mancata legalizzazione delle forme contrattuali (lavoro nero, di fatto) e anche a livello delle rilevazioni stesse, che non riconoscono per esempio nelle realtà a gestione familiare l’impegno nei campi e nell’allevamento o nella trasformazione e vendita dei prodotti delle madri e figlie come forza-lavoro reale.
Rispetto alla segregazione verticale si può affermare che l’associazione tradizionale di ‘uomo’ con ‘autorità /controllo’ e ‘donna’ con ‘dipendenza/sottomissione’ è riflessa nell’accesso basso delle donne alle posizioni manageriali o direttive e dal bassissimo tasso di imprenditrici autonome.
Nelle statistiche ufficiali, infatti, la partecipazione delle donne alla vita economica non viene mai calcolata in base al doppio ruolo che esse ricoprono. Solo il lavoro produttivo e’ considerato lavoro in quanto tale, mentre quello del lavoro domestico, di assistenza e cura alla famiglia o contributo alla gestione delle aziende familiari, in quanto non considerato come generatore di reddito diretto, e’ assente da ogni rilevazione. Valorizzare la differenza di genere e’ anche promuovere una visione dell’economia che, riconoscendo l’importanza del succitato doppio ruolo, non lo considera un ‘ostacolo’ per la promozione sociale.
La presenza ad Aley di 7 organizzazioni femminili (circa 300 aderenti), impegnate soprattutto nell’artigianato, ma anche nella realizzazione di iniziative culturali e ricreative, appartenenti ai diversi gruppi etnico/religiosi, rappresenta per l’area un fattore positivo per lo sviluppo sociale ed economico e per la promozione del dialogo e della collaborazione tra le diverse componenti etnico-religiose del complicato panorama libanese. E’ proprio questa ricchezza che il presente progetto vuole valorizzare attraverso le attività proposte, cercando di facilitare l’empowerment di genere nel suo complesso e la capacity building delle realtà aggregate di donne come azioni aggreganti e di coesione sociale anche in presenza di differenze sociali e culturali: come valore aggiunto nel dibattito nazionale sulla costruzione di un Paese interculturale.
In particolare verranno realizzate:
- una piattaforma di coordinamento di 7 associazioni di donne diretta a promuovere attività per soddisfare la domanda crescente d’‘empowerment’
- un incubatore di impresa per promuovere e sostenere e rafforzare la piccola imprenditoria femminile e giovanile nei settori dell’agricoltura, del turismo, dell’artigianato
I beneficiari diretti:
•   180 donne del raggruppamento delle Municipalità d’Aley coinvolte nel percorso formativo in economia aziendale e gestione di impresa
•   7 associazioni che partecipano alla piattaforma vedono rafforzato il proprio ruolo nella vita sociale della comunità e vedono aumentare il loro impegno nella fornitura di servizi e nella creazione di opportunità reddituali (circa 300 donne)
•   almeno 600 donne della Kaza di Aley che partecipano agli eventi per la discussione e confronto fra donne che vengono realizzati nel corso del progetto
•   almeno 14 leader delle associazioni che vengono formate
I beneficiari indiretti: la popolazione del distretto di d’Aley (più di 200.000 abitanti) e in particolare della Municipalità di Sofar (circa 1.500) e le associazioni locali che, aggregandosi e lavorando in rete e sinergia, possono garantire la partecipazione attiva alla discussione per lo sviluppo comunitario e della Regione e per la promozione sociale e culturale dei gruppi vulnerabili della popolazione, soprattutto donne e giovani, soggetti ad esclusione ed emarginazione sia dal mondo del lavoro che dalla vita sociale e culturale.
ARCS - Culture Solidali





