Centro e Sud America
I movimenti sociali, popolari e contadini, un panorama di primo piano per la politica internazionale dell’Arci
Dal punto di vista dell’economia globale l’America Latina deve continuare a battersi per liberarsi dalla sudditanza ai poteri forti delle multinazionali e delle superpotenze occidentali, che tendono a perpetuare l’antico rapporto di sfruttamento coloniale. Ma dal punto di vista del pensiero e delle pratiche per un mondo diverso negli ultimi anni il rapporto si è invertito e sono proprio i latino americani ad aver insegnato a tutto il mondo le parole chiave che ci danno una speranza di futuro.
Abbiamo imparato da loro che le risorse naturali sono beni comuni appartenenti a tutta l’umanità e per questo non trasformabili in merce. Abbiamo appreso dalle loro esperienze che difendere la biodiversità è un bisogno assoluto per garantire la sopravvivenza del pianeta e della specie umana. Abbiamo capito che la democrazia deve comprendere il rispetto e la valorizzazione delle diversità culturali, delle culture indigene e autoctone. Tutti temi che, tradotti nello specifico delle nostre società, sono diventate le linee guida dell’impegno per un mondo migliore.
In America Latina è nato e si è sviluppato il Forum Sociale Mondiale, che non solo ha permesso l’incontro alla rete di lotte e buone pratiche che in tutto il mondo cercano di costruire pace, diritti, giustizia sociale ma ha anche affermato una nuova idea di alleanza, costruita nel rispetto delle diversità di ciascuno, che rifiuta la leadership costruita sul potere e confida nella forza della contaminazione culturale e sulla capacità dell’autorganizzazione dal basso.
In tutta la regione le condizioni di vita per milioni di persone sono ancora drammatiche, e molti casi peggiorate negli ultimi anni dagli effetti della globalizzazione. Nelle favelas di Rio de Janeiro vengono uccisi ogni anno, a causa della violenza di strada, più giovani di quanti ne muoiano in Iraq o in Afghanistan. Il grande latifondo è stato affiancato dalle multinazionali nello sfruttamento selvaggio della terra e dei braccianti.
Ma in questo decennio i poveri e gli sfruttati non hanno solo sofferto e non hanno solo cercato di resistere. Sono stati capaci di irrompere nella scena politica e di cambiare davvero governi e nazioni. Contadini, operai, indigeni sono diventati Presidenti di diverse Repubbliche. Le esperienze democratiche in America Latina sono tutte diverse, ciascuna ha le sue contraddizioni e i suoi problemi, e i movimenti sociali proseguono a esercitare la loro pressione dal basso. La discussione sulla relazione fra la società civile, la politica e il potere che si sta sviluppando in America Latina è assolutamente interessante per aiutare anche l’occidente a trovare le vie per uscire dalla profonda crisi nella relazione fra cittadinanza e istituzioni.
Per noi, essere a fianco della società civile democratica e dei movimenti sociali in America Latina e dare per come possiamo il loro aiuto alle loro lotte per i diritti e la giustizia sociale è davvero una occasione preziosa per continuare a confrontarci, scambiare e imparare idee nuove per un mondo più giusto
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