Rwanda
Il Rwanda è uno dei paesi più poveri del pianeta e più del 50% della sua popolazione ha meno di 29 anni. Nonostante l’economia sia cresciuta del 5,5% nel 2006 e del 6,0% nel 2007, l’insicurezza alimentare rimane una seria minaccia per il Rwanda, che si trova al 161 posto su 177 paesi nel rapporto di sviluppo umano dell’UNDP del 2007. Storicamente, questo paese già dal 1959 ha visto l’emergere di tensioni etniche, culminate nel 1994 nel genocidio che ha causato la morte di circa 1 milione di persone. Nel corso di questo tragico evento, centinaia di migliaia di uomini di etnia Tutsi e di Hutu moderati sono stati uccisi, e le donne sono state vittime di stupri etnici che hanno comportato, oltre alla diffusione dell’HIV e alla nascita di figli indesiderati, anche un grave danno psicologico e psicosociale i cui effetti sono ancora visibili nella società ruandese. Arcs ha stretto da alcuni anni relazioni con la società civile ruandese. All’interno della Rete Internazionale delle Donne per la Pace e in collaborazione con Progetto Rwanda sostiene il lavoro delle associazioni locali di donne Sevota e Turi Hamwe che lavorano all’interno della Casa della Pace e Riconciliazione di Kigali per il sostegno psicologico delle donne nel post-genocidio e per il reinserimento socio-lavorativo delle stesse. Dal 2007 Arcs realizza campi di lavoro per far conoscere la realtà ruandese contemporanea, che non dimentica il genocidio del 1994, ma che anzi lavora sulla memoria del passato per la costruzione di un futuro migliore. Nel 2011 Arcs ha continuato a rafforzare i rapporti e le attività con i partner locali attraverso un progetto volto alla reintegrazione sociale e lavorativa delle donne e dei ragazzi orfani capofamiglia che, avendo subito violenze e traumi nel corso del genocidio, soffrono oggi di forti disagi psico-sociali che non gli permettono di integrarsi nel mercato del lavoro.
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