
10 azioni in un anno per migliorare la cooperazione!
Quante delle 16 raccomandazioni formulate nel 2004 dall'OCSE-DAC sono state effettivamente realizzate dall'Italia? Quali sono i principali progressi fatti dalla cooperazione italiana negli ultimi cinque anni? Quali sono le principali criticità ancora da risolvere? Quali sono le sfide più importanti da affrontare nei prossimi anni? Ce la farà la cooperazione Italiana a rispettare gli impegni internazionali? Come possono i diversi attori della cooperazione allo sviluppo italiana attivarsi e collaborare per accelerare i progressi?
Se ne è discusso durante la presentazione, lo scorso gennaio, della Peer Review del DAC (Development Assistance Committee - organo attraverso cui l'OCSE monitora le politiche di cooperazione allo sviluppo dei suoi membri).
La Peer Review, redatta ogni 4 anni, ha messo in luce i progressi e le criticità della cooperazione allo sviluppo italiana, anche sulla base delle 16 raccomandazioni formulate nel 2004.
Ebbene, i progressi sono molto pochi e le criticità rimanono ancora tante.
La Peer Review del 2009 riconosce che solo nel 2008 la Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero per gli Affari Esteri ha iniziato la messa in opera di alcune delle raccomandazioni che potevano essere realizzate con riforme interne dall'amministrazione. In particolare, il DAC annota tra i miglioramenti: l'individuazione di Paesi prioritari, la deconcentrazione verso le Ambasciate ed le Unità tecniche locali nella
formulazione ed implementazione degli interventi e l'avvio di un dialogo strutturato con le ONG sul tema dell'Efficacia dell'Aiuto.
Nell'insieme, il DAC conclude che la maggior parte delle raccomandazioni del 2004 non è stata realizzata e chiede all'Italia di riaffermare con forza l'impegno della leadership politica a riformare l'assetto legislativo, finanziando adeguatamente una affidabile strategia di cooperazione orientata al conseguimento dei risultati. Il DAC rende ufficiale che l'Italia mancherà di molto l'obiettivo finanziario europeo per il 2010 per risorse destinate allo sviluppo (0,51% dell'APS in relazione al PIL) e, più grave, sarà tra i Paesi responsabili del mancato raggiungimento dell'obiettivo di tutta l'Unione.
La nuova Peer Review ribadisce quindi in sostanza la validità delle 16 raccomandazioni del 2004 a cui aggiunge 19 nuove raccomandazioni (vedi in allegato la peer review).
In particolare, il DAC evidenzia la necessità di realizzare in via prioritaria 4 punti:
a. necessità di un rinnovamento del quadro legislativo generale,
sottolinenando l'inadeguatezza della Legge 49/1987;
b. necessità di una visione nazionale della cooperazione allo sviluppo dell'Italia che sia ampiamente accettata (a livello
politico e di società civile)
c. promuovere dei progressi in termini di "Coerenza delle Politiche allo Sviluppo"
d. Aumentare la consapevolezza e il sostegno dell'opinione pubblica nei confronti dello sviluppo
E' necessario quindi, di fronte ad una situazione che rischia addirittura di peggiorare nei prossimi anni, che Governo e Parlamento italiano presentino ed approvino nel primo semestre 2010 un piano di scadenze pubblico destinato alla cooperazione italiana per la realizzazione di tutte le riforme raccomandate dal DAC entro il 2013. E' quanto chiede la Task Force della Società Civile per l'Efficacia degli Aiuti composta da Associazione ONG Italiane - AOI,
Coordinamento Italiano Network Internazionali - CINI, e LINK2007, che ha indicato dieci azioni prioritarie da realizzare entro la fine del 2010.
Vi invitiamo a leggere il documento della Task Force e la Peer Review in allegato
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