
L’aiuto umanitario e la Protezione Civile SPA: a rischio l'esperienza dell'associazionismo
La scorsa settimana si è tenuto presso la sala operativa della Protezione Civile a Roma un incontro tra la Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero Affari Esteri, le ong e la protezione civile stessa per definire un piano di intervento coordinato negli aiuti alla popolazione di Haiti colpita dal
terremoto. E' la prima volta che una riunione del genere si tiene fuori delle stanze del Ministero Affari Esteri, peraltro presso una struttura che da pochi giorni aveva cambiato ‘natura', passando da soggetto pubblico a SPA (società per azioni).
La Direttrice della Cooperazione Italiana, Elisabetta Belloni,che peraltro per anni ha svolto alla Farnesina il ruolo di capo dell'Unità di Crisi, nel dare disponibilità alla collaborazione,
ha comunque fatto intendere che l'attuale ‘status ‘di SPA per la protezione civile, con ampie deleghe di intervento che le sono state affidate dal Governo, è una novità che cambia il contesto che vedeva nelle emergenze umanitarie internazionali un ruolo rilevante per gli Esteri.
Per buona parte del mondo delle ong vi è la preoccupazione che si avvii un meccanismo in cui in simili situazioni non sia più ritenuto importante un ‘valore aggiunto' la presenza del personale civile italiano impegnato in attività di cooperazione o volontariato nei Paesi colpiti da calamità o guerre devastanti.
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