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	<title>ARCS - Culture Solidali</title>
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		<title>Campi di lavoro e conoscenza all&#8217;estero 2013</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 06:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Prorogata la scadenza delle iscrizioni fino al 3 giugno. Scegli la meta tra Brasile, Giordania, Mozambico, Palestina, Rwanda, Tunisia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Prorogata la scadenza delle iscrizioni fino al 3 giugno. Scegli la meta tra Brasile, Giordania, Mozambico, Palestina, Rwanda, Tunisia.]]></content:encoded>
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		<title>Prossimi incontri presentazione procedure progetti promossi</title>
		<link>http://www.arciculturaesviluppo.it/blog/2013/05/08/prossimi-incontri-presentazione-procedure-progetti-promossi/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 12:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>
		<category><![CDATA[AOI]]></category>
		<category><![CDATA[ong]]></category>
		<category><![CDATA[procedure]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Due incontri uno a Milano, uno a Roma a cui parteciperanno uno o due rappresentanti del Ministero e un delegato delle Ong al tavolo per presentare le numerosissime novità introdotte e chiarire i dubbi che le Ong possono esprimere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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<p><a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/aoi_715.jpg" rel="lightbox[6066]"><img class="alignleft size-medium wp-image-6067" title="aoi_715" src="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/aoi_715-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>A tutte le Ong idonee,</p>
<p>come è noto sono in corso di approvazione al MAE nuove procedure per l&#8217;approvazione e la gestione dei progetti promossi. La delibera dovrebbe essere approvata oggi 8 maggio e il bando quindi dovrebbe scadere il 15 o il 17 giugno.</p>
<p>I delegati delle Ong che partecipavano al gruppo di lavoro hanno concordato di fare urgentemente degli incontri della DGCS con le Ong per presentare le numerosissime novità introdotte e chiarire i dubbi che le Ong possono esprimere.</p>
<p>Abbiamo concordato due incontri uno a Milano, uno a Roma a cui parteciperanno uno o due rappresentanti del Ministero e un delegato delle Ong al tavolo. Oltre a questi due, si svolgerà anche un incontro a Firenze per i Tosco-Emiliani e chi altri volesse, ma solo con la presenza dello scrivente.</p>
<p>E&#8217; utile che partecipino alle riunioni esperti progettisti, che magari abbiano già visto le procedure.</p>
<p>Ecco le date concordate:</p>
<p>Milano: Martedì 14 dalle ore 10 in poi (forse i rappresentanti del MAE finiscono alle 13, ma la riunione potrà proseguire). Presso l&#8217;Archivio Storico Diocesano in via S. Calimero, 13 &#8211; vedi allegato.</p>
<p>Roma: Lunedì 20 dalle 11,00 in poi (forse i rappresentanti del MAE restano anche dopo le 13,00). La sede probabile è presso Intersos Via Aniene 26/A, ma deve essere confermata.</p>
<p>Firenze: Venerdì 17 dalle 10 in poi. Presso il Cospe Via Slataper, 10</p>
<p>Seguiranno eventuali aggiornamenti.</p>
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		<title>CONCORD in Italia: un opportunità per contare in Europa</title>
		<link>http://www.arciculturaesviluppo.it/blog/2013/05/06/concord-in-italia-un-opportunita-per-contare-in-europa/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 13:27:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche mese si è costituita  CONCORD  Italia, la piattaforma italiana di collegamento a CONCORD, la Confederazione europea che rappresenta le  1800 ONG  e associazioni della società civile  che si occupano di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario nei 27 paesi dell’Unione Europea]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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<p><a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/concord_italia.jpg" rel="lightbox[6059]"><img class="alignleft size-medium wp-image-6060" title="concord_italia" src="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/concord_italia-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>Da qualche mese si è costituita  CONCORD  Italia, la piattaforma italiana di collegamento a CONCORD, la Confederazione europea che rappresenta le  1800 ONG  e associazioni della società civile  che si occupano di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario nei 27 paesi dell’Unione Europea. CONCORD Europa si è guadagnato negli ultimi anni un ruolo credibile e legittimato nella rappresentanza della società civile europea impegnata sui temi dello sviluppo presso le istituzioni comunitarie, in particolare il Parlamento e la Commissione e gli stati membri <a href="http://www.concordeurope.org/">www.concordeurope.org</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quello di CONCORD non è un lavoro che si ferma però dentro i confini dell’Unione, la Confederazione sta progressivamente entrando in contatto e collaborando con le analoghe reti e piattaforme continentali a partire da quelle africane e dell’America Latina per dare una proiezione internazionale ai grandi temi che le ONG affrontano che sempre meno possono essere considerati di portata locale. Oggi CONCORD Europa conta circa 40 associati tra piattaforme nazionali di ONG, le cosiddette “famiglie internazionali” (come Oxfam, Action Aid, Save the Children, WWF, ecc) e federazioni di carattere identitario come CIDSE, CARITAS Internazionale di orientamento cattolico,  APRODEV protestante, SOLIDAR di carattere laico con attenzione ai temi sociali. Un quadro ampio e plurale quindi della società civile europea impegnata sui temi dello sviluppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>CONCORD Italia cerca di  rappresentare un’iniziativa innovativa e, al tempo stesso, una buona pratica e un precedente positivo. L’iniziativa è nata su impulso dell’Associazione delle ONG Italiane (AOI), che fino a ieri  era stata il rappresentante  italiano di CONCORD. L’Associazione  ha deciso di mettere a disposizione la sua titolarità e proporre la creazione di una piattaforma di attori rinnovata e più ampia.. L’obbiettivo era ed è quello di aumentare le proprie opportunità e capacità di avere impatto a livello europeo, contare di più e fare sistema per apportare un valido contributo italiano al dibattito europeo, rappresentando CONCORD e le sue posizioni sui temi europei presso le istituzioni italiane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’assemblea costitutiva ha approvato il regolamento interno e raccolto le candidature per la partecipazione al gruppo di coordinamento e ai gruppi di lavoro tematici di CONCORD. Abbiamo previsto quote di partecipazione accessibili  e progressive (da150 a600 € all’anno)  proprio per facilitare la partecipazione anche alle piccole realtà che sono interessate al dibattito in corso in Europa, anche su singoli temi e che spesso  su alcuni temi hanno livelli di specializzazione alti quanto le grandi organizzazioni. Insomma un modo per aprire al massimo la partecipazione anche a quelle realtà che magari non partecipano agli altri ambiti di rappresentanza delle ONG o della cooperazione internazionale. CONCORD  Italia, pur proponendosi di fornire importanti informazioni,   non sarà uno sportello europeo di servizi per le ONG ma una piattaforma che esprimerà un posizionamento politico e parteciperà a campagne e iniziative europee e che metterà a disposizione la possibilità di processare informazioni e partecipare a dibattiti di dimensione più ampia anche a organizzazioni medio piccole che altrimenti farebbero fatica a raggiungere questo livello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’agenda è molto fitta di impegni e iniziative.  Dal contribuire al Rapporto  Aid-Watch, il Rapporto annuale delle ONG sulle tendenze della cooperazione europea, ola campagna Beyond2015  che agisce su un tema  che come sistema italiano della cooperazione dovremmo seguire da vicino, per contribuire attraverso la posizione  europea alla definizione di quale struttura a livello globale dovrà essere messa dalla comunità internazionale per la lotta alla povertà allo scadere degli Obiettivi del Millennio. Che tipo di assetto avrà l’aiuto Europeo per il prossimo sestennio di programmazione delle risorse  2014-2020. Quali politiche di sviluppo europee verso gli altri paesi e quali garanzie per la coerenza delle politiche per lo sviluppo.</p>
<p>Su un piano di collegamento europeo e nazionale CONCORD Italia si propone partecipare attivamente alle attività del Semestre italiano di  Presidenza europea che si terrà nella seconda metà del  2014 e di favorire la partecipazione su temi su cui come  società civile italiana potremmo dire molto, dal  diritto al cibo e alla sicurezza alimentare con la prospettiva dell’Expo 2015 e la sfida del vicinato europeo, come lavorare quindi  per l’inclusione e la cooperazione con il mediterraneo dopo le primavere arabe.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se questa iniziativa unitaria dovesse dimostrarsi un luogo importante per la società civile italiana soprattutto per il lavoro di advocacy e policy, potrebbe anche costituire un precedente significativo,  per il futuro della rappresentanza italiana delle ONG.  Per adesso si tratta di un’opportunità anche per dare più forza , capacità ed efficacia alla società civile italiana  in ambito europeo in un contesto in cui l’Europa non è più una politica “esterna” o  “multilaterale” ma progressivamente parte integrante delle nostre scelte di  politica nazionale come la crisi e il dibattito pubblico ci dimostra quotidianamente.</p>
<p>E’ su questi obiettivi che CONCORD Italia si dovrà misurare e potrà farlo solo con una competente e convinta partecipazione delle realtà  che aderiranno.</p>
<p>Francesco Petrelli</p>
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		<title>L’AOI saluta con soddisfazione la nomina di Emma Bonino a Ministro degli Esteri</title>
		<link>http://www.arciculturaesviluppo.it/blog/2013/05/06/laoi-saluta-con-soddisfazione-la-nomina-di-emma-bonino-a-ministro-degli-esteri/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 13:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dall'Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ Associazione delle Ong Italiane si congratula con il Presidente Enrico Letta per la scelta di Emma Bonino come Ministro degli Affari esteri del suo nuovo Governo. Lavorare sulla riforma della legge 49/87]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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<p><a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/bonino.jpg" rel="lightbox[6053]"><img class="alignleft size-medium wp-image-6054" title="bonino" src="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/bonino-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>L’ Associazione delle Ong Italiane si congratula con il Presidente Enrico Letta per la scelta di Emma Bonino come Ministro degli Affari esteri del suo nuovo Governo.</p>
<p>Le Ong italiane hanno avuto modo di apprezzare l&#8217;impegno per l&#8217;affermazione dei diritti umani  del neo ministro Bonino, che l&#8217;hanno portata a promuovere la nascita della Corte Penale Internazionale, impegnarsi per la parità di genere in Italia e nel mondo, spendersi, come commissario europeo dal &#8217;95 al &#8217;99, attivamente nella ricerca della risoluzione dei conflitti dei Balcani, svolgere il ruolo istituzionale di delegata per l&#8217;Italia all&#8217;Onu per la moratoria sulla pena di morte.</p>
<p>Il  2012 ha sancito il rilancio della cooperazione internazionale italiana come sistema-Paese, dopo anni bui,  soprattutto  grazie al percorso di dialogo e condivisione tra istituzioni e attori sociali che ha portato al Forum di Milano dell&#8217;ottobre scorso, promosso  dal Ministro per la cooperazione Internazionale e l&#8217;Integrazione Pof. Andrea Riccardi. Non è possibile  tornare indietro rispetto agli impegni presi in quell&#8217;occasione, che sono sempre più attuali per l&#8217;Italia alle porte del  semestre di Presidenza europea del 2014.</p>
<p>“Vogliamo ribadire con determinazione l’importanza di un viceministro che abbia la delega alla cooperazione internazionale, che partecipi al Consiglio dei Ministri e che presieda il Tavolo Interistituzionale, luogo di concertazione del sistema-Italia sulla cooperazione internazionale stessa” ha dichiarato Gianfranco Cattai, presidente di AOI. “Conseguenza di tutto questo è la necessaria riforma della legge 49/87”.</p>
<p>L&#8217;attuale ministro degli Esteri ha necessaria autorevolezza e giuste competenze derivate dai pregressi  incarichi istituzionali per ribadire il protagonismo della politica estera italiana nel contesto europeo,a partire dalle questioni ed emergenze aperte in Medioriente e dal dialogo con le nuove democrazie del mediterraneo.</p>
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		<title>In Giordania con lo SVE</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 13:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nostro progetto SVE “Be active!” è stato approvato dall’Agenzia Nazionale Giovani del Programma Youth in Action. Siamo quindi pronti a partire per una nuova avventura!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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<p><a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/giordania.jpg" rel="lightbox[6048]"><img class="alignleft size-medium wp-image-6049" title="giordania" src="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/giordania-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>Il nostro progetto SVE “Be active!” è stato approvato dall’Agenzia Nazionale Giovani del Programma Youth in Action. Siamo quindi pronti a partire per una nuova avventura!</p>
<p>Una nostra volontaria, Alessandra, sarà  dal 1 Giugno al 1 Dicembre 2013 ad Amman e collaborerà con l’Associazione partner East and West Center for Human Rights Development. Si tratta di un nuova relazione di partenariato per ARCS stabilita proprio attraverso l’impegno della ragazza. Sia Arcs che il WE Centre hanno in comune il lavoro sui temi della pace e dei diritti umani e la promozione della partecipazione attiva dei giovani  alla costruzione di una società equa e solidale.</p>
<p>Durante i mesi di servizio ad Amman, Alessandra sarà impegnata ad organizzare percorsi di educazione ad uno stile di vita sano ed attività sportive per giovani donne nel Campo di  Rifiugiati Palestinesi “Gaza”; la ragazza  si occuperà inoltre di dare supporto all’organizzazione del campo estivo rivolto ai bambini del campo rifugiati implementando laboratori di riciclo ed educazione ambientale, nonché iniziative di sensibilizzazione al volontariato internazionale con i giovani giordani .</p>
<p>Presto sarà attivo sul nostro sito un blog dove potrete seguire l’esperienza di Alessandra e questo nuovo progetto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un cooperante a Bafang, la ville lumiere d’Africa…</title>
		<link>http://www.arciculturaesviluppo.it/blog/2013/05/06/un-cooperante-a-bafang-la-ville-lumiere-dafrica/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 10:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Contributo di Luca Ventura, cooperante in Cameroun. Bafang è un piccolo centro a quattro ore da Yaounde, tre da Douala e una  da Baffoussam, le tre città maggiori del Camerun. 1000 metri di quota in mezzo alle montagne, circa 20mila abitanti, un grosso mercato, due hotel, ben cinque stazioni di benzina]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
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<p><em><a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/bafang01.jpg" rel="lightbox[6042]"><img class="alignleft size-medium wp-image-6043" title="bafang01" src="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/bafang01-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>Contributo di Luca Ventura, cooperante in Cameroun</em></p>
<p>Bafang è un piccolo centro a quattro ore da Yaounde, tre da Douala e una  da Baffoussam, le tre città maggiori del Camerun. 1000 metri di quota in mezzo alle montagne, circa 20mila abitanti, un grosso mercato, due hotel, ben cinque stazioni di benzina, una missione cattolica con cattedrale, uno stadio di calcio (si fa per dire, ma i nostri ragazzi hanno appena vinto la coppa del Camerun!). L’elettricità salta 5 giorni su sette, di norma all’imbrunire, quando tutto il paese accende la luce. La correnteritorna verso le 9 e mezza di sera, quando tutto il mondo è andato a dormire e non restano che i grilli a farla da padroni.<br />
La strada è una, non ti puoi sbagliare. C’è un altro piccolo tracciato di asfalto ma sarebbe lusinghiero definirlo strada.<br />
Bafang è il regno dei moto taxi, i Benskiner, una vera e propria mafia dei trasporti, agguerritissimi e di tutte le età, una soluzione camerunese ai due maggiori problemi del paese: il traffico e la disoccupazione. I Benskiner sono proprietari di una moto, oppure l’affittano. Ti portano ovunque con 100 franchi (1 Euro sono 656 franchi), 150 la sera. Sono ovunque e ti abbordano schioccando le labbra con un sonoro bacio, oppure suonano il clacson convinti che basti attirare la tua attenzione per farti decidere che: “si, ho proprio bisogno di un taxi!” All’inizio ti senti un po’una prostituta, poi capisci che se cammini contromano nessuno prova a rimorchiarti. Ovviamente quando sei tu a cercarli loro non ci sono.<br />
Bafang è anche molto di più, ma appena lasci l’asse principale sei in un villaggio africano, tetti di lamiera case fatte con mattoni di terra, fuochi per cucinare e fumi terribili di rifiuti in fiamme. Ah, ovviamente non esistono ne i cassonetti ne la nettezza urbana e io non ho il coraggio di domandare ai vicini che fine faccia la mia spazzatura ogni volta che la lascio in cortile, alla fine delle scale. Per limitare al massimo  gli sprechi conservo le bottiglie, i tappi e la plastica in generale, ma ormai non ho più spazio in cucina e dovrò trovare un compromesso, almeno con la mia coscienza. D’altronde l’idea stessa di riciclo, di smaltimento di rifiuti, è un concetto astratto come lo sono i concetti gramsciani di cultura egemone e cultura subalterna.<br />
Il mio vicinato consta nell’ordine: del centrocampista centrale dell’Unisport di Bafang, giocatore di belle speranze (almeno le sue), che beve birra e sogna l’Europa che conta; due giapponesi molto simpatiche ma che hanno orari incompatibili con i miei; una famiglia allargatissima all’africana con una schiera di ragazze/i, bambine/i, una donnona che tutti chiamano Mamà Marie, ma che immagino sia più una nonna o una bisnonna, ed una serie di personaggi che ruotano attorno alla famiglia, non oso approfondire.<br />
Quando mi affaccio al balcone attiro l’attenzione dei bambini che scorrazzano in strada, li vedo che si scambiano gomitate e mi indicano col mento, increduli. Altre volte, camminando per strada mi urlano “le blanc!”, oppure “le chinois”, denotando una certa confusione etnica tra il bianco europeo e il bianco cinese. Altre volte semplicemente mi si rivolgono in giapponese… “konichiwa”. Colpa dalle volontarie nipponiche, mi dico.<br />
Quando vado a correre intorno allo stadio i bambini mi inseguono, come fossi Rocky il gran campion. Sono buffi e mi salutano in tutte le lingue: bonsoire, awaiu (how are you) e, immancabilmente, konichiwa. Continuano finchè non rispondo, anche se sono spompato.<br />
A Bafang c’è un cabaret: il Prestige. La solita band si esibisce il venerdì e il sabato. Devo dire che musicalmente non sono male, soprattutto il chitarrista. Il problema è l’amplificazione, è una questione culturale credo. In questo continente la musica deve essere assordante, soprattutto se l’impianto fa schifo e le casse sferragliano. Difficile da frequentare.<br />
A bafang ci sono anche un milione di mestieri: venditore di trappole per topi, rigattiere, farmacista tradizionale, motociclista, riciclatore-di-copertoni-d’auto-per-fare-oggetti-in-gomma, carrettiere, e una miriade di altri ancora più eventuali. Insomma a Bafang, in definitiva ci sta tutto e non si sta poi così male.<br />
Per chi avesse voglia di sapere anche del progetto bisognerà che si accontenti di qualche notizia sintetica. Sto preparando un resoconto più dettagliato ma esce sempre fuori una cosa noiosissima. E poi a me la newsletter serve per svagarmi un po’, per non pensare al lavoro, di cui mi sento, lo confesso, un po’ ostaggio.<br />
Il villaggio si chiama Bankondji e dista una decina di chilometri da Bafang. Già da ottobre abbiamo cominciato a incontrare la popolazione, a definire i gruppi target del progetto ed a stabilire una strategia di sensibilizzazione. Ci siamo resi conto delle difficoltà che esistono nel processo partecipativo.<br />
Abbiamo constatato lo stato reale dell’impianto idrico da riabilitare (abbastanza disastroso), abbiamo contattato le imprese locali e aspettiamo di avere dei preventivi per metterci al lavoro.<br />
Nel frattempo abbiamo rimesso in funzione un pozzo meccanico per mettere a disposizione una prima fonte di acqua potabile e per fare uno studio di caso sulle difficoltà che si presume esisteranno a livello di gestione generale dell’acqua.<br />
Abbiamo fatto ricerche negli archivi ministeriali trovando mucchi di polvere e documenti più o meno utili, smangiucchiati dai roditori. Stiamo mettendo in piedi una rete di possibili partners, ong, organizzazioni che abbiano avuto esperienze simili.<br />
Insomma, ci stiamo insediando. Tanta fatica, pochi risultati per il momento. Poco a poco però la gente impara a conoscerci, prende confidenza e comincia a partecipare al progetto. Ci si rende conto di piccoli cambiamenti, quasi impercettibili. La partecipazione comincia a dare i suoi frutti e il progetto da entità astratta che era comincia a sembrare concreto anche ai più scettici. Non è facile cambiare gli usi radicati nella tradizione e nella consuetudine, la popolazione continua a bere acqua non potabile, attingendo ai torrenti stagionali. Le sorgenti sono spesso inquinate dai diserbanti usati nell’agricoltura e dall’assenza di un sistema fognario.<br />
In ogni caso siamo solo all’inizio, con l’acqua arriveranno anche la partecipazione e l’entusiasmo che per ora sono solo accennati. Ce lo aspettavamo, dopotutto la popolazione del villaggio di Bankondji è prevalentemente rurale, scarsamente aperta verso l’esterno. “Da qualche anno abbiamo ottenuto la corrente elettrica” mi dice uno di loro, “…all’inizio in pochi erano convinti che servisse a qualcosa, mentre ora nessuno può restare senza e tutti si lamentano dei black-out”. Io ci credo.</p>
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		<title>Mozambicani in Italia per uno scambio sul teatro dell’Oppresso</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 10:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Arriveranno in Italia a fine maggio 3 mozambicani dalla regione della Zambèzia. Sono ragazzi di diversi gruppi di teatro dell’oppresso che hanno collaborato all’interno del progetto di ARCS in Mozambico durante lo scorso anno attraverso la realizzazione di spettacoli teatrali in aree rurali della Regione della Zambézia]]></description>
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<p><a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/mozambico.jpg" rel="lightbox[6037]"><img class="alignleft size-medium wp-image-6038" title="mozambico" src="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/mozambico-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>Arriveranno in Italia a fine maggio 3 mozambicani dalla regione della Zambèzia. Sono ragazzi di diversi gruppi di teatro dell’oppresso che hanno collaborato all’interno del progetto di ARCS in Mozambico durante lo scorso anno attraverso la realizzazione di spettacoli teatrali in aree rurali della Regione della Zambézia per promuovere i diritti delle donne, affrontare e contrastare il tema della violenza domestica verso le donne e sensibilizzare sulla prevenzione dell’HIV.<br />
Il progetto, in partenariato con Nexus ER, Iscos Er, Mani Tese, è co-finanziato dalla Regione Emilia Romagna che da anni sostiene le attività in Mozambico di ARCS e del partner locale NAFEZA.<br />
I mozambicani incontreranno il gruppo di TdO Krila e con loro realizzeranno uno spettacolo teatrale itinerante nella Regione per una settimana. Inoltre la presenza degli amici mozambicani sarà occasione per organizzare eventi pubblici di promozione del progetto in particolare in Emilia Romagna, ma ci sarà anche una tappa romana…. Seguiteci su facebook e twitter!</p>
<p>In Mozambico il progetto ha l’obiettivo di rafforzare gruppi di giovani e donne sull’empowerment economico, attraverso attività di risparmio e credito rotativo e di piccole azioni generatrici di reddito. Il tutto con un approccio comunicativo che parte dal basso, che utilizza il teatro comunitario come strumento di partecipazione ed espressione per le persone delle diverse comunità coinvolte nella Regione della Zambézia (Distretti di Mopeia, Morrumbala, Namacurra, Nicoadala e Quelimane).</p>
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		<title>Cuba: Le relazioni tra comunità e l’intercambio, fulcro delle attività di cooperazione internazionale dell’ARCS</title>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 10:42:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà un maggio di “fuoco” quello che vedrà impegnata l’ARCS e l’associazione tutta nella realizzazioni di intercambi diretti a rafforzare le relazione tra le comunità e le organizzazioni cubane e quelle italiane come componente essenziale dei progetti di cooperazione internazionali in corso di realizzazione.]]></description>
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<p><a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/cuba-1.png" rel="lightbox[6032]"><img class="size-medium wp-image-6033 alignleft" title="cuba (1)" src="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/cuba-1-300x104.png" alt="" width="300" height="104" /></a>Sarà un maggio di “fuoco” quello che vedrà impegnata l’ARCS e l’associazione tutta nella realizzazioni di intercambi diretti a rafforzare le relazione tra le comunità e le organizzazioni cubane e quelle italiane come componente essenziale dei progetti di cooperazione internazionali in corso di realizzazione.</p>
<p>Il 10 maggio arriverà a Cuba una delegazione composta dal Prof. Varvaro, direttore del dipartimento DAFNE dell’Università della Tuscia accompagnato da Delizia Del Bello dell’associazione AUCS, partner di ARCS nel progetto di sviluppo dell’agricoltura urbana a Pinar del Rio finanziato dal MAE – DGCS. Nel corso della loro permanenza si affronteranno, con seminari di approfondimento presso la UPR – Università di Pinar del Rio, e attività sul campo, i temi della lotta ai parassiti e la fertilizzazione biologica  due aspetti fondamentale per rivitalizzare il comparto agricolo dell’isola con tecniche e metodologie sostenibili. Sarà inoltre ufficializzato l’accordo di collaborazione tra le due Università, promosso grazie allo stesso progetto, attraverso una cerimonia pubblica.</p>
<p>Lo stesso giorno partirà dall’Havana una delegazione dell’Associazione Hermanos Saiz partner del progetto Santa Fé finanziato dal programma NSA-LA della Delegazione dell’Unione Europea a Cuba e cofinanziato dalla Regione Liguria, composto dal presidente dell’associazione Luis Morlote Rivas, dal vice presidente Jaime Gómez Triana e della responsabile del settore comunicazione Leslie Salgado Arzuaga. La missione è organizzata in collaborazione con i Comitati Territoriali Arci e prevederà tappe a Roma, in Toscana, Liguria, Emilia Romagna e Umbria. L’obiettivo della missione, oltre a rafforzare le relazioni tra le nostre associazioni, è  di dare all’AHS elementi utili per migliorare la sua capacità di gestione e promozione di servizi culturali alla popolazione cubana come previsto dal progetto in corso ma anche per attivare collaborazione con i territoriali Arci e promuovere lo scambi di buone prassi.</p>
<p>Infine a partire dal 13 maggio arriverà all’Havana una delegazione della Università di Firenze partner del progetto di Conservazione del Patrimonio Culturale dell’Havana Vecchia realizzato in collaborazione con l’Officina de l’Historiador de la Habana e l’Accademia delle Belle Arti di Varsavia ugualmente finanziato dalla Delegazione dell’Unione Europea a Cuba. La delegazione composta di 4 persone e guidata dalla Prof.ssa Grazia Tucci ha l’obiettivo di formare i tecnici del partner locale nell’uso di uno “Scanner laser architettonico”. Dopo la consegna e messa in opera di un “Pulitore Laser”, che sta permettendo l’abbattimento della tempistica di ripulitura dei pezzi di interesse storico – pietra, cuoi, legno, metallo ecc –e la relativa missione di formazione dei partner polacchi, è ora la volta di un altro aspetto importante diretto alla conservazione del patrimonio architettonico dell’Havana Vecchia. Lo scanner laser infatti permetterà di ridurre notevolmente il tempo necessario per lo studio delle strutture di edifici e palazzi da ristrutturare fornendo dati ed indicazioni più precisi che porteranno anche a notevoli risparmi di investimenti in termini di materiali.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è Expo dei Popoli</title>
		<link>http://www.arciculturaesviluppo.it/blog/2013/05/06/che-cose-expo-dei-popoli/</link>
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		<pubDate>Mon, 06 May 2013 10:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Può un evento internazionale come Expo, legato al business e all'immagine, diventare una opportunità per il pianeta e i suoi abitanti? Sembra di si se quasi cento organizzazioni della società civile hanno deciso di promuovere “Expo dei Popoli”.]]></description>
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<p><a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/expo_popoli.jpg" rel="lightbox[6023]"><img class="size-medium wp-image-6024 alignleft" title="expo_popoli" src="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/05/expo_popoli-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>Può un evento internazionale come Expo, legato al business e all&#8217;immagine, diventare una opportunità per il pianeta e i suoi abitanti? Sembra di si se quasi cento organizzazioni della società civile hanno deciso di promuovere “Expo dei Popoli”. Obiettivo una grande assemblea dei Popoli, da tenersi a Milano, nella seconda metà del 2015, prima dell&#8217;Assemblea dell&#8217;Onu che ridiscuterà gli Obiettivi del Millennio. Ma anche &#8220;<em>influenzare i diversi attori presenti ad Expo 2015, rispetto alle politiche di sviluppo e riduzione della povertà</em>&#8221; e &#8220;proporre <em>visioni alternative ai problemi globali di accesso al cibo e alle risorse</em>&#8220;, come si legge sul Manifesto programmatico pubblicato sul sito: www.expodeippoli.it</p>
<p>L&#8217;accenno a Expo2015, la grande kermesse internazionale che si terrà nel capoluogo lombardo fra due anni,  è molto importante. Il tema scelto, per la prima volta nella storia delle esposizioni internazionali, è di carattere sociale: &#8220;Nutrire il pianeta. Energie per la vita&#8221;. Le organizzazioni della società civile hanno deciso di accettare la sfida e, a loro volta, incalzare Expo e le autorità, a a partire dal governo centrale, perché la manifestazione non solo abbia il carattere previsto ma sappia cogliere le specificità in grado di orientare le forze e le risorse  verso obiettivi di sostenibilità e compatibilità ambientale e di sviluppo sostenibile. Proposito non facile. Attorno &#8220;all&#8217;affare Expo&#8221; si stanno muovendo infatti notevoli interessi economici e politici. Per questo è ancora più importante che si creino spazi di discussione sulle possibilità di sviluppo locale volti all’equità del rapporto nord-sud del mondo e al rispetto dei diritti umani.</p>
<p>Il nostro sistema associativo partecipa a questo percorso sia come Arci che come Arcs. Il senso di questa doppia presenza sta nel valore che vogliamo dare al nostro impegno in “Expo dei Popoli”. Da una parte i nostri progetti di cooperazione per rimarcare la mission internazionale, dall’altra l’idea che lo sviluppo debba essere legato anche alla promozione sociale dell’individuo. Il percorso verso “l’Assemblea dei Popoli”, che pure dovrà essere molto radicato sul territorio milanese e lombardo, avrà successo solo in una dimensione nazionale e internazionale per questo è necessario un coinvolgimento diretto della nostra associazione e di tutti i suoi comitati, una attivazione nelle reti in cui lavoriamo, una assunzione piena delle tematiche su cui vogliamo intervenire.</p>
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		<title>I  laboratori di teatro creativo (títeres) del progetto Santa Fè, un successo per la comunità.</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Apr 2013 08:38:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[santa fé]]></category>

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		<description><![CDATA[In molti si chiederanno cosa sia un Titére. Bene il Titére è quello che viene denominato “Teatro di Figura” una evoluzione del più classico teatro dei burattini. Si tratta di un approccio pedagogico innovativo che mette al centro il processo creativo dei bambini identificato dal team di coordinamento del progetto per affrontare i disagi che i bambini di questa comunità lontana dal centro della città devono affrontare nella loro crescita.]]></description>
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<p><a href="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/04/santa_fe.jpg" rel="lightbox[6017]"><img class="size-medium wp-image-6018 alignleft" title="santa_fe" src="http://www.arciculturaesviluppo.it/wp-content/uploads/2013/04/santa_fe-300x104.jpg" alt="" width="300" height="104" /></a>In molti si chiederanno cosa sia un Titére. Bene il Titére è quello che viene denominato “Teatro di Figura” una evoluzione del più classico teatro dei burattini. Si tratta di un approccio pedagogico innovativo che mette al centro il processo creativo dei bambini identificato dal team di coordinamento del progetto per affrontare i disagi che i bambini di questa comunità lontana dal centro della città devono affrontare nella loro crescita.<br />
Ma lasciamo ai protagonisti la spiegazione di cosa è un Titére e da dove nasca l’idea.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli insegnanti del workshop, &#8220;Carmela&#8221; e &#8220;Babito&#8221; appartengono al Travelling Theatre, dove lavorano principalmente con i burattini. Un giorno vi era la necessità di provare nuove sperimentazioni pedagogiche, ma come? Carmela dice che &#8220;quando si parla di workshop si pensa sempre ad una formazione puramente artistica. Nel nostro caso proponiamo un processo, che oltre che alla sua organizzazione e struttura, propone di vivere un processo, che va oltre l’obiettivo di raggiungere messa in scena (anche se ci sarà)&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Babito poi spiega che viene enfatizzato soprattutto &#8220;il coinvolgimento dei bambini in un processo creativo per sviluppare in loro la fantasia, il gusto per la letteratura e le arti. Il workshop Magica Travesia, è strutturato a partire da diversi giochi di partecipazione e di tipo teatrale.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;In qualche modo traduciamo nel work shop quello che vivrebbe un gruppo teatrale in un processo di creazione collettiva. A partire dai giochi, i bambini saranno in grado di formare un gruppo e creare storie dalle loro esperienze personali e dei problemi che affrontano. Poi da queste storie vengono estratti i personaggi e i contesti, per trasformarli in immagini, e poi in marionette. Ciò che è insolito è che queste marionette sono fatte dai bambini, tenendo conto del riciclo per trasformare le cose apparentemente inutili in arte &#8220;, ha detto Carmela.</p>
<p style="text-align: justify;">Il laboratorio si compone di quattro fasi: &#8220;Uscita dal porto&#8221;, &#8220;Sollevamento delle Vele&#8221;, &#8220;In alto mare&#8221; e &#8220;Getta l&#8217;ancora&#8221;. Nel corso di queste tappe si producono gli stimoli che portano alla creazione del testo, il disegno dei personaggi, si studiano le tecniche per maneggiare le marionette, si costruiscono le scenografie, e poi si assembla il tutto per rappresentazione.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Noi siamo soprattutto mediatori, non insegnanti&#8221;, spiega Babito. &#8220;Abbiamo solo un ruolo maggiore nella prima fase, poi si lasciano guidare il processo. Siamo molto consapevoli di come i bambini siano in grado di a sviluppare la &#8220;traversata&#8221; (da qui il nome Magica Traversa) , e se troviamo che non c&#8217;è molta evoluzione regolare si adegua la lunghezza delle tappe in modo da non pregiudicare l&#8217;obiettivo centrale: se la base è debole, non vale la pena dipingere il piano di edificio. E un processo molto suscettibile&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Quando si fa riferimento alla durata del workshop, Carmela e Babito spiegano che hanno avuto esperienze in cui l&#8217;intero processo è stato sviluppato in pochissimo tempo. &#8220;Il workshop è su misura&#8221;, spiega Babito. &#8220;Nel caso di Santa Fe, prevediamo di strutturare il processo in modo che alla fine di giugno termini la prima fase, dal momento che in quel periodo i bambini iniziano gli esami a scuola.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nel primo caso, l&#8217;avanzata di tipo umano sarebbe fondamentalmente. Carmela dice che &#8220;cercano sempre di stimolare conquiste dei bambini per l&#8217;estensione delle nostre capacità. Ad esempio, provare i testi scritti da loro sono pubblicati a mano o letti in pubblico, con i disegni che deriveranno dal processo di esposizione, vogliamo che il risultato sia partecipativa. Vogliamo che questo insegnamento officina rimangono nella vita dei bambini, e di aiutarli a risolvere i problemi nella loro vita attraverso la creatività, l&#8217;arte e le relazioni umane. &#8221;<br />
Babito e Carmela hanno concentrato la loro carriera di attori professionisti nel lavoro con le comunità in questi ultimi anni. &#8220;Abbiamo sacrificato anche le opere originali, per adattarle agli spazi dove le presentavamo, ma con enorme facilità e partecipazione&#8221;, confessa Babito.</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo avuto esperienze in comunità socialmente svantaggiate come La Timba. qui, per esempio, esisteva una situazione difficile con le famiglie e le abitazioni, e abbiamo lavorato con un gruppo specifico di bambini per risolvere questi problemi in una certa misura &#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">L’entusiasmo suscitato da questa nuova opportunità per i bambini della comunità di santa fe è stato talmente alto che si stanno già programmando ripetizioni del laboratorio in altre aree della comunità. ad oggi infatti sono stati selezionati 25 bambini di 3 scuole e sono molte le richieste di poter prendere parte ai laboratori provenienti da altre scuole e da singoli genitori della zona.</p>
]]></content:encoded>
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